Comunicazione e responsabilità: al ‘De Cecco’ la lezione di Don Guido Colombo

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Un invito a riscoprire l’umanità nella comunicazione, a partire dall’ascolto e dalla responsabilità verso la verità: è il messaggio al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina all’Istituto Alberghiero IIS “De Cecco” di Pescara, dove gli studenti hanno dialogato con Don Guido Colombo, Vicario Generale della Società San Paolo e giornalista di Radio Vaticana e Tv2000, sul tema “Responsabilità e Umanità nella Comunicazione”.

All’iniziativa erano presenti la dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, don Antonio De Grandis, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Interregionale Abruzzo e Molise, Antonio Di Giosafat, direttore della Libreria San Paolo di Pescara, Davide De Amicis, direttore di Radio Speranza, la docente Patrizia Fasciano, il professor Roberto Melchiorre, docente di Comunicazione e scrittore, e Padre Albert, Camilliano e parroco del Santuario del Cuore Immacolato di Maria.

Aprendo l’incontro, la dirigente Di Pietro ha sottolineato come la scuola debba oggi “mettere al centro l’umanità”, costruendo relazioni autentiche in un contesto in cui la comunicazione non è più solo uno strumento, ma “l’ambiente in cui viviamo”.

Avvicinandosi alla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 17 maggio 2026, la dirigente ha richiamato l’urgenza di una vera alfabetizzazione mediatica, che includa anche l’intelligenza artificiale, per sviluppare pensiero critico e consapevolezza: “La tecnologia non può sostituire ciò che è propriamente umano: empatia, senso etico, responsabilità morale. La sfida è fare in modo che la tecnologia non prevalga sulla voce umana”.

Nel suo intervento, Don Guido Colombo ha offerto agli studenti una riflessione ampia e profonda sul ruolo della comunicazione nella società contemporanea, definita – riprendendo Zygmunt Bauman – un’“umanità liquida”, dove certezze e identità si trasformano continuamente.

“Mai come oggi abbiamo strumenti così potenti per parlare, e mai come oggi fatichiamo a farci ascoltare”, ha osservato. I social media, pur avendo abbattuto le distanze fisiche, hanno spesso aumentato quelle interiori, creando “camere d’eco” che riducono il dialogo a conferma delle proprie convinzioni.

Richiamando Marshall McLuhan e il suo celebre “il medium è il messaggio”, Don Colombo ha invitato i ragazzi a interrogarsi sugli effetti che i ritmi frenetici della comunicazione digitale producono sulla mente e sulle relazioni.

Il cuore del suo intervento è stato dedicato al valore etico della parola: “Comunicare è un atto umano. Le parole costruiscono o distruggono autostima, possono includere o isolare, consolare o ferire. Comunicare male significa, in qualche misura, fare del male alle persone”.