Pescara, 26 luglio 2025 – L’Onorevole Luciano D’Alfonso ha presentato una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti chiedendo l’individuazione urgente di una figura commissariale straordinaria per affrontare la crisi del porto di Pescara, da anni alle prese con gravi problemi di insabbiamento e gestione operativa.
Secondo quanto dichiarato dal parlamentare, lo scalo portuale – classificato di interesse nazionale e sede di una storica flotta peschereccia – è oggi in una situazione di stallo per mancanza di una regia amministrativa efficiente. “Abbiamo consapevolezza, competenze, risorse e un Piano Regolatore Portuale definito durante il mio mandato da sindaco e diventato operativo quando ero presidente della Regione. Manca una figura capace di farsi carico delle responsabilità”, afferma D’Alfonso.
La richiesta mira a istituire un Commissario “extra ordinem” con poteri speciali, esperienza documentale e conoscenza dei nodi gestionali, a differenza della gestione fallimentare affidata oltre dieci anni fa, che non ha prodotto risultati concreti.
Il problema principale resta l’insabbiamento dei fondali del fiume Pescara, che in alcuni periodi rende persino attraversabile il corso d’acqua a piedi. Un tempo gestito dalla presenza di una draga permanente, oggi il dragaggio è ostacolato da vincoli ambientali e costi elevati per lo smaltimento dei fanghi considerati rifiuti speciali.
“La soluzione temporanea della diga foranea non è sufficiente”, avverte D’Alfonso, ricordando come le nuove normative abbiano complicato gli interventi e allungato i tempi di attuazione. Nel frattempo la marineria ha dato segnali di protesta accendendo le sirene dei pescherecci ogni venerdì e disertando, per la prima volta, la processione di Sant’Andrea.
Le istituzioni regionali e comunali sono impegnate in incontri tecnici, ma le prospettive restano limitate: si parla di un dragaggio autunnale di appena 25mila metri cubi, giudicato tardivo e insufficiente. Da qui la richiesta di un commissario che possa agire con urgenza e decisione.
“Servono poteri, non solo competenze. In Italia si nomina un commissario per tutto: è arrivato il momento di farlo anche per il porto di Pescara. È un’infrastruttura strategica per l’economia dell’Adriatico e per il futuro urbano e metropolitano della città,” conclude D’Alfonso.
