Prezzi alimentari alle stelle: l’allarme di Federconsumatori Abruzzo

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Pescara, 26 luglio 2025 – L’aumento dei prezzi alimentari nel 2025 si sta trasformando in un problema strutturale che incide duramente sulla qualità della vita delle famiglie italiane. A denunciarlo è il presidente di Federconsumatori Abruzzo APS, Francesco Trivelli, che lancia un appello per interventi urgenti e coordinati a tutela dei consumatori.

“In Abruzzo stiamo assistendo a un aggravamento del caro-spesa – afferma Trivelli – con rincari medi del +18,3% rispetto al 2022, che in alcuni casi superano il 50%. È una situazione insostenibile, soprattutto per pensionati, nuclei a basso reddito e lavoratori precari, per i quali il cibo rappresenta ormai una quota significativa delle spese mensili.”

Secondo i dati diffusi, oggi un pasto completo costa €5,54 al giorno a persona, mentre tre anni fa il costo era di €4,68. Per una famiglia di quattro persone, significa una spesa mensile di circa €660 solo per l’alimentazione, con un incremento di €100 rispetto al 2022. Il caffè, simbolo delle abitudini quotidiane italiane, è aumentato del 56,7%, passando da €0,19 a €0,30 a tazzina.

Federconsumatori sottolinea che il caro-prezzi non è stato accompagnato da un parallelo aumento delle retribuzioni. Un lavoratore medio con €1.500 di stipendio netto vede eroso il proprio potere d’acquisto di circa €100-150 al mese. Per chi percepisce redditi sotto i €1.000, il costo del cibo può assorbire fino al 40% delle entrate mensili, tagliando spese per beni essenziali, salute e tempo libero.

Particolarmente colpiti sono gli anziani: con pensioni medie ferme tra €1.200 e €1.400, si trovano spesso costretti a rinunciare a prodotti freschi e nutrienti a favore di alimenti più economici. Non mancano casi in cui, privi di supporti familiari, i pensionati si rivolgono a mense sociali o richiedono bonus spesa. Tra i rincari più significativi si registrano il latte (+15,2%), il pane (+15%) e la pasta (+1,4%).

A preoccupare è anche il quadro economico regionale. I dati IRPEF 2024 evidenziano che oltre il 55% dei contribuenti abruzzesi dichiara meno di €20.000 annui, mentre il 22,6% sopravvive con meno di €577 al mese. Solo il 2% supera i €75.000 annui, mentre la classe media (tra €29.000 e €50.000) appare in progressivo ridimensionamento.

Di fronte a questa crisi, Federconsumatori Abruzzo propone un duplice approccio: da un lato promuovere scelte di consumo sostenibili, orientate a prodotti locali e di stagione, evitando sprechi e privilegiando la qualità; dall’altro, sollecitare interventi istituzionali per rafforzare i meccanismi di controllo sui rincari ingiustificati, in particolare sui beni di prima necessità, come l’olio extravergine d’oliva che ha registrato un aumento del 67%.

“Non si può più parlare solo di inflazione – conclude Trivelli – ma di un vero e proprio disagio sociale. Senza risposte concrete e tempestive, l’emergenza alimentare rischia di trasformarsi in una ferita permanente per il tessuto sociale ed economico della nostra regione.”