Elezioni bis a Pescara, il voto rafforza Masci e lancia un messaggio politico chiaro

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di Paolo De Carolis

Le elezioni parziali svoltesi nelle 23 sezioni individuate dalla sentenza giudiziaria hanno consegnato un risultato netto: una vittoria schiacciante per il sindaco di Pescara, Carlo Masci. Un esito che, al di là del dato numerico, assume un valore politico significativo e difficilmente contestabile.

Il voto, infatti, appare come una sorta di verifica a metà mandato dell’operato dell’amministrazione comunale. E il giudizio espresso dagli elettori sembra essere piuttosto chiaro: una larga parte della città continua a riconoscere e ad apprezzare il lavoro portato avanti in questi anni dall’amministrazione guidata da Masci. Le elezioni bis, nate da una vicenda giudiziaria che aveva imposto la ripetizione del voto in alcune sezioni, si sono trasformate così in un test politico vero e proprio, superato con un margine che rafforza la legittimazione dell’attuale guida del Comune.

C’è poi un secondo elemento che emerge con evidenza dal risultato delle urne. Il clima politico che negli ultimi mesi aveva caratterizzato parte dell’opposizione – fatto spesso di toni esasperati, attacchi personali, invettive e atteggiamenti aggressivi – non sembra aver convinto gli elettori. La politica dell’insulto e della delegittimazione permanente difficilmente riesce a trasformarsi in consenso. Il voto di queste suppletive sembra dimostrare che una parte significativa dell’elettorato rifiuta questo linguaggio e preferisce valutare amministratori e programmi sulla base dei risultati concreti.

Il terzo dato riguarda lo stato dell’opposizione, in particolare del campo progressista. Più che proporre una visione alternativa per la città, negli ultimi tempi la sinistra è apparsa concentrata quasi esclusivamente su una linea di contrasto frontale all’azione dell’amministrazione. Una postura politica che rischia di tradursi in una opposizione sorda e talvolta ottusa, incapace di articolare un progetto di governo credibile per Pescara.

Queste elezioni dunque, non rappresentano soltanto un passaggio tecnico determinato da una decisione giudiziaria. Sono diventate un passaggio politico che ha restituito una fotografia abbastanza nitida della situazione cittadina: da un lato un’amministrazione che continua a raccogliere consenso, dall’altro un’opposizione che fatica a costruire una proposta alternativa capace di parlare davvero alla città.

Naturalmente la politica resta dinamica e nessun risultato può essere considerato definitivo. Ma il segnale che arriva dalle 23 sezioni è forte: gli elettori, almeno per ora, sembrano aver scelto la continuità amministrativa e respinto una contrapposizione costruita più sullo scontro che su un progetto politico. Una lezione che, probabilmente, tutta la politica locale farebbe bene a considerare con attenzione.