Federico (+Europa): “Orsini chiede più Europa, non meno”

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Nel dibattito apertosi dopo l’intervento del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, interviene Valerio Federico, già tesoriere di +Europa e di Radicali Italiani, che contesta la lettura data dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo Federico, il messaggio di Orsini durante l’assemblea di Confindustria è stato inequivocabile: di fronte alle debolezze strutturali dell’Unione, servono più integrazione europea, non meno. “Orsini – ricorda Federico – ha chiesto un mercato unico dei capitali, uno dell’energia, un debito comune per finanziare la politica industriale. Ha chiesto più Europa, non meno”.

La replica di Meloni, basata sul consueto “l’Ue faccia meno e meglio”, viene giudicata da Federico come una risposta fuori bersaglio: “No, cara Presidente del Consiglio: Orsini le ha detto che l’Ue deve fare di più. E per realizzare ciò che chiede bisogna tendere verso una vera Federazione europea, senza diritto di veto degli Stati nazionali. Esattamente ciò che lei non vuole. Serve più sovranità europea, a scapito degli Stati nazione”.

Federico richiama poi un altro passaggio dell’intervento di Orsini, quello sui limiti strutturali dell’economia italiana: “Orsini afferma giustamente che la nostra economia subisce più di altre le recessioni globali e che i salari sono bassi. La ricetta è una sola: spingere sui fattori produttivi, investimenti pubblici per accrescere la produttività del lavoro, in formazione, tecnologia, intelligenza artificiale, e nella riduzione di costi e tributi per le imprese”.

Un’agenda che, secondo Federico, il governo non avrebbe perseguito con sufficiente determinazione: “Non risulta, anche al Presidente di Confindustria, che Meloni in quattro anni abbia fatto abbastanza in questa direzione. Non risulta neanche a chi misura la crescita del PIL e della produttività italiana”.

Federico conclude ribadendo che la sfida posta da Orsini non è ideologica, ma strategica: “Se vogliamo un’Europa capace di competere e un’Italia capace di crescere, serve più integrazione, non meno”.