Una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per richiamare l’attenzione sulla situazione della sanità abruzzese. È l’iniziativa assunta ieri dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha scelto di rivolgersi al Capo dello Stato per segnalare le criticità del sistema sanitario regionale e chiedere un intervento istituzionale di garanzia.
Il contenuto della lettera di Marsilio
Nella missiva, Marsilio espone un quadro che definisce “preoccupante”, legato all’aumento dei costi sanitari, alla difficoltà di reperire personale, alla pressione crescente sulle strutture ospedaliere e territoriali e alla necessità – secondo il presidente – di un riequilibrio nazionale delle risorse.
Marsilio richiama il ruolo costituzionale del Presidente della Repubblica come garante dell’unità nazionale e chiede che venga posta attenzione alle difficoltà delle regioni, in particolare quelle con territori complessi come l’Abruzzo, caratterizzato da vaste aree interne e da una rete ospedaliera distribuita su più province.
Il presidente sottolinea inoltre la necessità di un confronto istituzionale più ampio sulle politiche sanitarie nazionali, evidenziando come i vincoli di bilancio e la carenza di personale rischino di compromettere la qualità dei servizi e la tutela del diritto alla salute. La lettera, nelle intenzioni di Marsilio, vuole essere un appello affinché il Governo e il Parlamento assumano decisioni più incisive sul finanziamento del sistema sanitario.
La reazione di Pietrucci: “Un gesto simbolico che maschera il fallimento della giunta”
Durissima la replica del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, che in un comunicato definisce l’iniziativa di Marsilio “un’idea geniale… peccato che non serva a nulla”.
Secondo Pietrucci, il tentativo di coinvolgere il Presidente della Repubblica – che non ha competenze sulle scelte di governo in materia sanitaria – sarebbe la prova dell’“ipocrisia” e del “fallimento” della giunta regionale.
Il consigliere ricorda i dati della Fondazione Gimbe, secondo cui la spesa sanitaria italiana nel 2024 è stata pari al 6,3% del PIL, inferiore alla media OCSE ed europea, e denuncia che la scelta nazionale di destinare il 5% del bilancio alle spese NATO sottrarrà ulteriori risorse ai servizi essenziali.
Pietrucci accusa Marsilio di non criticare il Governo Meloni e di non assumersi la responsabilità del deterioramento della sanità abruzzese negli ultimi anni. Nel suo comunicato elenca una serie di criticità che, a suo giudizio, dimostrerebbero il fallimento della gestione regionale:
- Assistenza nelle aree montane quasi inesistente
- Squilibri nella gestione delle risorse durante la pandemia
- Mancanza di un nuovo ospedale per L’Aquila
- Riabilitazione del San Salvatore ancora in un container
- Riduzione del personale ASL1 e stabilizzazioni incerte
- Prevenzione e medicina territoriale insufficienti
- Liste d’attesa di mesi o anni
- Famiglie costrette ad acquistare farmaci per i ricoverati
- Un terzo degli abruzzesi rinuncia a curarsi
- Mobilità passiva in aumento
- Calo della sinergia tra ospedale e Università
Pietrucci sostiene che la Regione, invece di scrivere al Capo dello Stato, dovrebbe modificare i criteri interni di ripartizione della spesa sanitaria, oggi basati sulla popolazione residente. Un criterio che, secondo il consigliere, penalizza la ASL1, che copre metà del territorio regionale, con orografia complessa e 73 presìdi sanitari da mantenere.
«Prima di scrivere al Presidente della Repubblica – conclude Pietrucci – Marsilio dovrebbe correggere ciò che non funziona in Abruzzo. La spesa pro‑capite è insufficiente e perpetua uno squilibrio ingiusto e insostenibile».
