Teramo, 23 luglio 2025 – Si è svolto oggi, nella Corte Interna della Biblioteca Regionale di Teramo, l’evento “Libere di Ricominciare – Lavoro ed inclusione oltre gli istituti penitenziari”, promosso dal Comitato Piccola Industria di Confindustria Abruzzo in collaborazione con Manpower Group e Fondazione Human Age Institute ETS.
L’incontro ha rappresentato molto più di una conferenza: è stato un momento autentico di ascolto e partecipazione, in cui istituzioni, imprese, enti filantropici e realtà formative si sono ritrovati per affrontare un tema troppo spesso dimenticato, quello della condizione femminile nelle carceri italiane. L’obiettivo comune è stato quello di costruire percorsi concreti di reinserimento lavorativo, trasformando il tempo della pena in opportunità di riscatto e crescita.
Al centro dell’iniziativa le storie delle donne detenute: vite segnate da esclusione e marginalità, ma anche da capacità, competenze e voglia di ripartire. Il progetto punta a costruire ponti tra pubblico e privato per un’inclusione misurabile e reale.
Fra gli interventi istituzionali spiccano quelli di Giammaria de Paulis, Presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Abruzzo, che ha posto l’attenzione sulla dignità femminile dietro le mura carcerarie, e di Nadia Ragonici, District Manager di Manpower, che ha raccontato l’origine del progetto: “È nato tutto da un caffè, come succede con le idee più semplici e più vere. Ma quel gesto si è trasformato in un percorso capace di cambiare vite”.
Significativa la presenza di figure di primo piano nella tavola rotonda moderata dalla giornalista Lisa Di Giovanni: Antonella Marrollo (Comitato Imprenditoria Femminile CCIAA CH PE), Lucia Avantaggiato (Istituto Penitenziario Teramo), Rita Annecchini (Nuova Accademia Moda Italiana), Francesca Di Tonno (Le Imprenditrici Confindustria AMA), Eleonora Di Benedetto (Fondazione Severino ETS) e Ivana Appolloni (Il Gomitolo Rosa Ente Filantropico). Ciascuna ha portato un contributo concreto, offrendo testimonianze dirette delle attività svolte e delle prospettive future.
La giornata si è conclusa con un messaggio forte e condiviso: reinserire significa credere nella seconda possibilità, nel potenziale umano e nella forza del lavoro come strumento di emancipazione. L’inclusione non è un concetto astratto, ma una responsabilità condivisa.
