CIA Abruzzo denuncia i tagli al bilancio regionale: “Agricoltura sacrificata, servono risposte concrete”

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PESCARA – “Tagli pesanti e nessuna visione strategica”: è la dura accusa lanciata da CIA Abruzzo all’indomani dell’approvazione della variazione di bilancio regionale da parte della Giunta Marsilio. Con la delibera del 23 maggio 2025, la Regione ha ridotto di oltre 6 milioni di euro i fondi destinati ai settori dell’agricoltura e della pesca, colpendo interventi ritenuti vitali per la tenuta economica e ambientale del territorio.

Nel dettaglio, i tagli riguardano:

  • Risarcimenti per danni da fauna selvatica: ridotti di oltre il 67%, nonostante l’aumento delle predazioni da parte di cinghiali, cervi e lupi.
  • Consulenze tecniche per la zootecnia: passate da 437.000 a 167.000 euro, con una riduzione del 62%.
  • Finanziamento al Consorzio di Bonifica del Fucino: decurtato del 61%, mettendo a rischio la gestione idrica nella Marsica.
  • Trasferimenti agli enti locali per investimenti agricoli: ridimensionati, con impatti diretti sulle aree rurali più fragili.

“È una scelta politica chiara e sbagliata”, ha dichiarato il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti. “L’agricoltura viene trattata come un comparto marginale, utile solo per le passerelle istituzionali. Nei bilanci, però, sparisce. Questi tagli indeboliscono l’economia reale e aggravano la crisi delle aree interne.”

Secondo CIA Abruzzo, la manovra non è solo un riequilibrio contabile, ma un segnale politico che nega dignità al lavoro agricolo e alle sue funzioni sociali. In un contesto segnato da crisi climatica, difficoltà di accesso al credito e assenza di ricambio generazionale, la riduzione dei fondi rappresenta una condanna per migliaia di aziende.

La Confederazione chiede il ripristino immediato dei fondi tagliati, in particolare per:

  • i risarcimenti da fauna selvatica,
  • le consulenze tecniche,
  • il sistema irriguo del Fucino.

Inoltre, propone l’avvio di un piano pluriennale regionale per lo sviluppo agricolo, con obiettivi chiari, risorse certe e monitoraggio costante.

“Non possiamo più accettare decisioni prese senza confronto e senza rispetto per chi lavora la terra”, conclude Sichetti. “Senza agricoltura non c’è Abruzzo. E senza rispetto per chi la sostiene, non ci sarà futuro né per l’economia né per i territori.”