La Corte di Giustizia chiarisce gli obblighi climatici degli Stati: svolta storica per la giustizia ambientale

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Il 23 luglio 2025, al Palazzo della Pace dell’Aja, è stata scritta una pagina fondamentale nella storia del diritto internazionale: per la prima volta, la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso un parere consultivo che chiarisce gli obblighi giuridici degli Stati nella protezione del sistema climatico terrestre. Il pronunciamento, richiesto da 132 Paesi e sostenuto da un movimento globale nato tra gli studenti di giurisprudenza del Pacifico, rappresenta un punto di svolta per la giustizia climatica e ambientale.

Obblighi chiari e responsabilità definite

La Corte ha stabilito che gli Stati hanno il dovere di prevenire gli impatti delle emissioni di gas serra e di tutelare sia le comunità umane che gli ecosistemi naturali. In caso di danni, gli Stati sono tenuti al ripristino o al risarcimento. Il parere, pur non vincolante, ha un forte valore giuridico e morale e potrà orientare future azioni legali e decisioni politiche.

WWF: “Un segnale di speranza per il pianeta”

Il WWF ha accolto con entusiasmo la decisione. Manuel Pulgar-Vidal, responsabile globale per il clima e l’energia dell’organizzazione, ha dichiarato: “La Corte ha giustamente riconosciuto che il cambiamento climatico è una preoccupazione comune dell’umanità e che un ambiente sano è alla base della salute e del benessere delle persone”.

Fernanda de Carvalho, responsabile della politica globale sul clima del WWF, ha aggiunto: “Questo parere invia un chiaro segnale ai governi e alle imprese: l’azione per il clima deve essere globale e incentrata sulla protezione della natura e degli ecosistemi”.

Natura e clima: un legame inscindibile

Il WWF ha sottolineato nella sua memoria alla Corte il ruolo cruciale degli ecosistemi nel mitigare il riscaldamento globale, assorbendo circa la metà delle emissioni. Tuttavia, questi stessi ecosistemi sono oggi minacciati dalla crisi climatica. La sentenza riconosce che la tutela della biodiversità è parte integrante della lotta al cambiamento climatico.

Un processo giuridico senza precedenti

Il parere consultivo è il risultato di un percorso iniziato nel 2019, guidato da giovani attivisti delle isole del Pacifico e formalizzato dal governo di Vanuatu. Con 91 memorie scritte presentate, si tratta della più alta partecipazione nella storia della Corte Internazionale di Giustizia.

Verso la COP30: un nuovo quadro interpretativo

Il parere arriva in vista della COP30 in Brasile e potrà influenzare profondamente le strategie nazionali. “Esortiamo i governi a rivedere sin da subito i loro piani nazionali sul clima,” ha concluso Pulgar-Vidal, “per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C e proteggere le persone e il pianeta”.