
di Pierpaolo Di Carlo
Quando da bambini ci siamo innamorati del gioco del calcio, lo abbiamo fatto portandoci dietro la nostra innocenza fanciullesca e la convinzione che il mondo, soprattutto quello filtrato attraverso lo spettacolo e la televisione, sia fatto solo di felicità e di fiabe del “e vissero tutti felici e contenti”. L’arrivo di Luciano Spalletti alla Juventus, a pochi mesi dalle sue dichiarazioni di amore eterno a Napoli e alle promesse di una fedeltà assoluta al popolo partenopeo, mette ancora in evidenza la distanza abissale tra le promesse emotive del calcio e la realtà del professionismo.
Agli occhi dei tifosi più passionali, che vivono la maglia della loro squadra come una reale estensione della propria pelle, si tratta di veri e propri tradimenti, sufficienti per mettere alla gogna mediatica qualunque individuo, cancellando di conseguenza tutto il lavoro e le vittorie che ha portato alla loro squadra. Invece, per quelli che seguono questo sport da diversi anni, e che hanno ormai abbracciato una visione più razionale, questa retorica romantica risulta desueta e irrealistica. Certo, il neo tecnico bianconero, così come altri prima di lui, essendo dentro questo mondo da tanti anni e conoscendon benissimo narrazioni e meccanismi che stanno dietro quel lavoro, potrebbero risparmiasi promesse di presunto amore solo per alimentare questa retorica e compiacere i suoi portabandiera. Ma a prescindere da questo, occorrerebbe un po’ più di equilibrio ed ammettere che i tradimenti sono altri a questo mondo e reputo che farsi venire il sangue amaro per una cosa del genere appare quantomeno esagerato.
Forse bisognerebbe smettere di dare peso a queste frasi fatte di cui onestamente il calcio e la comunicazione che gli gira intorno sono letteralmente infarciti.
Spalletti è stato scelto dalla Juventus in quanto il miglior tecnico disponibile sulla piazza degli allenatori senza contratto, non per le sue promesse passate. Anche perché, che dall’altra parte, in questo momento storico, ai tifosi della vecchia Signora, della rivalità con il Napoli e delle frasi dette dal loro nuovo traghettatore, non potrebbe fregare di meno.
