
di Alessio Di Carlo
Udine, 5 novembre 2025 – Il cielo sereno ha accompagnato, in una giornata di commozione e memoria, cittadini, tifosi e rappresentanti istituzionali che oggi pomeriggio hanno reso omaggio a Giovanni Galeone, scomparso il 2 novembre all’età di 84 anni.
Allenatore carismatico e innovatore del calcio italiano, Galeone ha lasciato un segno profondo in ogni piazza dove ha lavorato, ma è a Pescara che ha costruito il suo legame più duraturo, guidando il Delfino in due storiche promozioni in Serie A e, soprattutto, costruendo un legame simbiotico con la città che non a caso lo ha eletto a Profeta.
In segno di rispetto e partecipazione, il Comune di Pescara fin da ieri aveva proclamato il lutto cittadino dalle 15,30 alle 17,30, in concomitanza con la cerimonia funebre: bandiere a mezz’asta in tutte le sedi comunali e pubbliche, con l’invito per le attività commerciali e gli organizzatori di eventi a sospendere ogni iniziativa in contrasto con lo spirito del lutto.
E la partecipazione delle istituzioni cittadine è stata confermata dalla folta delegazione abruzzese, che ha raggiunto Udine per rendere omaggio al Mister. Presenti l’assessore allo Sport del Comune di Pescara, Patrizia Martelli, il vicepresidente del Consiglio comunale Claudio Croce, il consigliere Luigi Albore Mascia – già sindaco nel 2013, quando conferì a Galeone la benemerenza civica del Delfino d’Oro – e la polizia locale in alta uniforme con il gonfalone della città.
Accanto a loro, tanti cittadini e tifosi provenienti da Pescara e da altre località abruzzesi che hanno voluto partecipare alla cerimonia, testimoniando l’affetto e la gratitudine verso un uomo che ha incarnato la passione sportiva e l’identità pescarese come nessun altro aveva saputo fare, non solo in ambito calcistico.
Altrettanto calorosa la risposta del mondo del calcio: dirigenti, ex calciatori, tecnici e giornalisti hanno affollato la navata del Duomo, ricordando Galeone come maestro di gioco e di pensiero. Il suo stile coraggioso e spettacolare ha influenzato intere generazioni di allenatori, tra cui Massimiliano Allegri, che lo ha sempre indicato come proprio mentore.
Unica nota stonata è risultata l’assenza del Presidente della Pescara Calcio. Una scelta veramente incomprensibile, in considerazione del clima quasi surreale che si è respirato in città nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa del Profeta ma che, spiace constatarlo, fa il paio con il modestissimo spazio, appena sette righe, dedicato al saluto del Mister sul sito ufficiale della Società.
Daniele Sebastiani – e personalmente glielo ascrivo come merito – non è sicuramente un uomo abituato a comportamenti ruffiani, non ama assumere atteggiamenti compiacenti né è solito fare scelte destinate a guadagnarsi il consenso della tifoseria che, non a caso, in larga misura, lo contesta da anni.
Tuttavia questa scelta appare davvero incomprensibile e inopportuna, tanto più in un momento così delicato per le sorti della squadra biancazzurra.
L’unica consolazione è la consapevolezza che, per parte sua, il Profeta, da lassù, non se la sarà presa a male, ma avrà brindato, con il suo sorriso sornione, alle sorti della città, della squadra e perfino della società che tanto ha amato.