D’Alfonso sull’assoluzione del sindaco Ferrara da parte della Corte dei Conti

0
85

L’assoluzione del sindaco di Chieti Diego Ferrara da ogni responsabilità sul dissesto finanziario del Comune, pronunciata dalla Corte dei Conti, viene accolta dall’On. Luciano D’Alfonso come una conferma definitiva della correttezza amministrativa del primo cittadino. Secondo D’Alfonso, Ferrara ha sempre operato con rigore e tempestività per affrontare una situazione economica complessa, ereditata da gestioni precedenti e segnata da criticità accumulate nel tempo.

Il pronunciamento della magistratura contabile, che ha respinto il ricorso della Procura Regionale e l’ipotesi di sanzioni pecuniarie o interdittive, rappresenta per D’Alfonso una pagina significativa della storia amministrativa abruzzese. Una decisione che, a suo giudizio, restituisce serenità a un amministratore definito “gentiluomo”, capace di affrontare con equilibrio e responsabilità un quadro finanziario difficile, senza cedere alla tentazione di scorciatoie o scelte facili.

D’Alfonso sottolinea come Ferrara abbia scelto la via della prudenza e della gestione oculata, privilegiando interventi necessari per la città – dalle manutenzioni alle strutture di uso quotidiano – rispetto a spese superflue. Una linea amministrativa che, secondo l’ex presidente della Regione, ha richiesto coraggio, soprattutto quando il dissesto è comunque sopraggiunto e si è tentato di attribuirne la responsabilità all’attuale amministrazione.

La sentenza, afferma D’Alfonso, segna uno spartiacque tra chi ha governato con leggerezza e chi ha invece seguito la strada delle regole e del rispetto dei conti pubblici. Un riconoscimento che, nelle sue parole, “riscrive la storia della città di Chieti” e che permette ora di proseguire con rinnovata fiducia il percorso amministrativo.

All’amico Ferrara, conclude D’Alfonso, vanno le sue congratulazioni per aver visto riconosciuta la propria diligenza e capacità, un punto da cui ripartire per continuare a costruire il futuro della città di Gaio Asinio Pollione e Alessandro Valignani.