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      “PesGara”, la corsa della legalità dimentica il passaggio davanti alla sede della Polizia locale

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      Ospitiamo un intervento di Ernesto Grippo, ex comandante della Polizia locale di Pescara e di altre importanti città.

      “Le Prefettura di Pescara, in sinergia con Regione, Provincia, Comune, Università e Forze dell’Ordine ha promosso a Pescara, nei giorni scorsi, una gara podistica: “PesGara per la legalità”. Un percorso di 10 chilometri del tutto originale. Non la solita gara che si snoda sulle riviere sud e nord, ma una corsa che si decide di far transitare davanti ai “presidi di legalità”. Partenza da piazza Salotto per transitare nell’ordine davanti a Questura, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto, Comando Provinciale dei Carabinieri, Vigili del fuoco, tribunale, carcere (Polizia penitenziaria) e per dirigersi verso il traguardo transitando su ponte Flaiano scendendo per via Forca di Penne e imboccando via De Gasperi, prima dell’arrivo trionfale su piazza Salotto. Su via del Circuito ci risulta che ci sia un doppio Comando di Polizia locale , alcuni locali nella vecchia sede e la gran parte nell’ex Omni . Ad appena 200 metri dalla svolta a sinistra, che ha impedito di far transitare i concorrenti innanzi al Comando di Polizia Locale.
      Una svista di tutti che non è piaciuta. Una serie di interrogativi. Alle riunioni per concordare la manifestazione sono stati presenti i rappresentati del Comune, Sindaco e Assessore di competenza, che dal palco della partenza, il primo con fascia d’ordinanza, hanno salutato atleti e forze dell’ordine? Alle riunioni per organizzare nel dettaglio il percorso erano presenti rappresentanti della polizia locale? Qualcuno si è accorto che il percorso non prevedeva la Polizia locale? All’esterno di ogni presidio di legalità hanno fatto bella mostra un’auto d’ordinanza con la relativa forza di Polizia. Per la Polizia locale questa vetrina non era possibile? Il Prefetto e le altre autorità immagino siano consapevoli che la gara così come tutte le manifestazioni su strada – podismo, ciclismo e altro – sono possibili solo se la Polizia locale spende le sue energie e competenze. Il singolare percorso era altamente impegnativo, oltre 60 le intersezioni da chiudere per almeno due ore, per consentire il transito dei concorrenti. Oltre la metà di questi presieduti da agenti di Polizia locale, in alcuni anche da appartenenti ad altre Forze dell’ordine abilitate. Ricordiamoci che il Codice della strada, all’art. 43, stabilisce che “gli utenti della strada sono tenuti ad ottemperare senza indugio alle segnalazioni degli agenti preposti alla regolazione del traffico” e tra questi non vi sono i volontari di Protezione civile. In soldoni, questo vuol dire che senza Polizia locale “la legalità” di una competizione ma, soprattutto, la sicurezza dei concorrenti non è perseguibile. Ma i signori organizzatori sanno benissimo che è la Polizia locale il primo presidio di legalità di una comunità perché regola il vivere civile quotidiano in virtù di tutte le sue competenze in materia di decoro urbano, Codice della strada, Polizia amministrativa, Polizia commerciale, Polizia annonaria, Polizia edilizia. La Suprema Corte di Cassazione dal 2009, con la sentenza n. 39.119, ha riconosciuto la Polizia locale come forza pubblica e ha esortato un sordo legislatore. Un’ultima annotazione. Purtroppo, transitando davanti al nuovo comando di Polizia locale , in via del Circuito, inaugurato da oltre 6 mesi, fa bella mostra solo uno striscione con la dizione “Cittadella della Sicurezza” di dubbio significato. Nulla che dica che in quel luogo lavoravo 150/160 tra uomini e donne della Polizia locale che, una volta assunti e acquisita la qualifica di agente di Polizia stradale, agente di Polizia giudiziaria e agente di pubblica sicurezza, hanno pari dignità rispetto alle altre forze dell’Ordine. I Sindaci si ricordino che questi uomini e queste donne devono avere come unico riferimento le leggi dello stato e nulla più. Purtroppo per alcuni di loro la Polizia Locale non è una risorsa, ma un problema. Se così non è lo dimostrino dando loro dignità, rispettandoli e non utilizzandoli in modo improprio, comprendendo le difficoltà del loro operare, selezionandoli utilizzando i criteri adottati dalle altre forze di polizia, investendo per loro nella formazione iniziale, nell’aggiornamento continuo, nell’addestramento pratico. Sono le Polizie locali i custodi assoluti della sicurezza stradale in ambito urbano e solo le loro attività di repressione delle violazioni alle norme di comportamento possono diminuire le stragi di vite umane. La prima uscita pubblica del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata al funerale di un giovane di 18 anni ammazzato sul marciapiede da un conducente con patente ritirata, che aveva assunto alcool e droga. Speriamo che sia un segnale di attenzione per investire ad ogni livello sulla sicurezza stradale che si persegue con l’educazione stradale nelle scuole e con uomini e donne in strada a sanzionare . Non certo con le “slot machine” della pseudo sicurezza che sono T-Red, autovelox e Ztl”.

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