Sia lodata la fuga: Mcnulty per la prima volta vince una tappa al Giro

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di Davide Pitocco

Tra l’immobilismo ed il tatticismo degli uomini di classifica, di nuovo una fuga
va in porto e questa volta il coraggio premia lo statunitense Mcnulty. Beffato
per un nonnulla il nostro Marco Frigo.
La tappa di oggi chiude la seconda settimana Giro d’Italia, partenza da Seregno
e arrivo a Bergamo: quattro i Gran Premi della Montagna, tante possibilità per
gli specialisti di smuovere la classifica. 195 i chilometri, partendo dal Valico di
Valcava, per poi arrivare al Selvino, il San Salvatore fino a Roncola Alta. Finale
in piana, ma difficilmente ci sarà volata.
Alla partenza tutta la carovana rosa si trova a salutare uno dei più grandi
velocisti al mondo, Mark Cavendish a 38 anni, 161 gare vinte, ha deciso di
ritirarsi. Il 2023 sarà la sua ultima stagione da professionista. L’annuncio
ufficiale in una conferenza convocata domani nel giorno di riposo del Giro.
Al comando c’è un gruppo di 15 corridori, Healy e Velasco raggiunti da 13
corridori tra Ballerini (Soudal-QuickStep), Pasqualon (Bahrain Victorious) e
Frigo (Israel-Premier Tech).
Marcellusi e Rubio provano a inseguire il gruppo di testo. Prima del Valico di
Valcava l’atleta della Movistar tenta l’azione in solitaria. Il plotone della maglia
rosa viaggia a circa 5’ di ritardo. Se non vuole perdere la maglia rosa, Armirail
non deve permettere che Rubio guadagni più di 11’.
Il francese è partito con una bici molto particolare, tutta di colore rosa in onore
del Giro. Dai tempi di Laurent Jalabert in rosa nel 1999, un atleta transalpino
non vestiva il simbolo del primato.
Roglic è uno scattista in salita a differenza di Thomas che ama andare con ritmo
più regolare. Lo sloveno proverà già su queste asperità a colmare il piccolo
divario di 22’’, oppure attenderà la prossima settimana?
Intanto anche Marcellusi, dopo Rubio, ha riacciuffato piano piano il gruppo di
testa in fuga. I corridori diventano così 17.
Quando mancano 153 km all’arrivo, il gruppo maglia rosa che procede con un
ritmo non molto sostenuto, ha 6’43 di ritardo.
Damiano Caruso sesto in classifica: Oggi tutti si aspettavano il sole, ma di
nuovo la pioggia. Oggi meno freddo, un tempo simile ad un piccolo Lombardia.
Il percorso è insidioso con tante salite e discese tecniche. Credo che nel finale ci
sarà la fuga, qualcuno coglierà l’occasione.

Rubio scatta per conquistare il GPM, ma Ben Haely lo va a riprendere,
addirittura si affiancano e quasi si prendono a spallate. Il comportamento dei
due atleti è al limite del regolamento.
I battistrada sono in discesa con Ballerini e Bonifazio a scandire il ritmo.
Entrambi sono ottimi discesisti, di sicuro il vantaggio aumenterà dopo questa
azione. Lo spettacolo della natura dopo lo scollinamento dei corridori è
meraviglioso. La strada si dipana tra filari boschivi che brillano come smeraldi
lucenti. L’asfalto è asciutto. Al momento dell’arrivo al centro abitato gli
appassionati di ciclismo salutano il passaggio dei propri beniamini con
campanacci, bandiere rosa e applausi. C’è anche chi si è mascherato da coniglio
rosa, sgambetta e saltella per far festa con i girini.
La fuga procede compatta, dopo un primo momento in cui Rubio si era
attardato. Sul tracciato spunta un pallido sole, anche se le previsioni meteo
annunciano ancora pioggia. Il lento avvicinamento al caldo è salutato da tutti
positivamente, perché un’improvvisa calura avrebbe affaticato il fisico degli
atleti oltre misura. Il vantaggio dei battistrada è sempre sui 6’32.
Gli schieramenti delle squadre inseguitrici sono ben delineati. La Jumbo Visma,
la Barein, la Ineos, e il team di Armirail viaggiano compatti cercando di
rimanere tra le prime posizioni per evitare cadute e conseguenti frazionamenti
del plotone principale.
La corsa segue il solito copione fino all’ultima asperità, prima del traguardo di
Bergamo. Sulla Roncola tutti si attendono gli scatti dei favoriti ed invece tra gli
atleti in fuga Mcnulty e Frigo scattano prendendo alcuni secondi. Haely invece
risponde con alcuni secondi di ritardo all’attacco, ma poi l’irlandese si scatena
salendo in solitario oltre gli attaccanti. Forse potrebbe attendere Frigo per i tratti
in discesa e pianura. Invece infiamma i tifosi con una serie di scatti, mentre nel
gruppo maglia rosa continua la lunghissima fase di controllo.
Il corridore irlandese a 3 km dallo scollinamento continua a scattare per cercare
di guadagnare ulteriormente sugli avversari. Dalla sua pedalata si vede che ha
quel qualcosa in lui che fa impazzire gli appassionati del ciclismo: quel suo
ciondolare sui pedali, tipico degli scalatori, quei capelli ricci che evadono dal
caschetto come code di serpente, questo è il ciclismo, quel fascino mitologico e
favoloso di un uomo che combatte per il primato.
Per ora il gruppo ha rallentato l’andatura. Sembra che gli uomini di classifica
non vogliano la maglia rosa e quindi Armirail con la sua bici rosa ringrazia e
tira avanti.