L’ABRUZZO ACCESO E POI SPENTO DALLA METEORA

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di Alessandro Di Nicola

Il passaggio di residui di comete impropriamente chiamate “stelle cadenti” ha da millenni affascinato le menti e gli occhi di osservatori del settore e non, dall’astronomo Giovanni Virgilio Schiaparelli che nel 1862 ha dato un nome a quel pianto del cielo, fino a Pascoli, che lo definiva concavo nella poesia “X Agosto”. 

La “Notte dei desideri” si passa con il naso all’insù e, se “de sidera” deriva dal Latino per indicare la mancanza di stelle, di certo non si può dire lo stesso per quel periodo che abbraccia tutto il mese di Agosto. 

Alle ore 22:21 del 5 Agosto 2023 infatti è stato avvistato un bolide di colore blu e violaceo, che si è presentato nel cielo abruzzese e delle regioni centro-meridionali per circa cinque secondi. Il meteoroide ha sconvolto i tanti testimoni, e ancor di più investito di affascinante spavento per un black out avvertito in molte zone di Pescara, Francavilla al Mare e Spoltore, nei minuti successivi. Che ci sia una correlazione tra i due eventi è sicuramente in dubbio, di fatto il bolide non è elettricamente carico, ma ionizza a contatto con l’atmosfera e da essa ne è ionizzato; proprio questo suggeriscono i colori segnalati da alcuni testimoni, il blu e il violaceo corrispondono infatti al Ferro ionizzato e al Calcio ionizzato. La piattaforma “Prisma: Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera” ha esposto i dati del meteorite, che risulta avesse un peso compreso tra i 30 e i 70 kg, ha solcato i cieli italiani ad una velocità di 13,5 km/s, ad un inclinazione di 60° dal suolo terrestre, ed ha subito due frammentazioni all’altezza di 34 e 26 chilometri evidenti anche dal video della camera situata a Capua, proprio della rete Prisma. 

Di certo definire un rapporto causa-effetto tra il disservizio elettrico e l’evento astronomico risulta quantomeno precipitoso ma altrettanto interessante, tuttavia dovrebbe essere sostenuto da mesi di ricerca e di studi. La plausibilità della pista diminuisce dal momento che il black out ha seguito la scia del bolide con alcuni minuti di ritardo; solitamente la componente elettrica di altri eventi naturali come i fulmini colpirebbe in maniera istantanea le vie artificiali che collegano i centri abitati e non. Allo stesso modo una coincidenza tale appare misteriosamente curiosa: il guasto ha impegnato gli operai che solo l’8 Agosto hanno completato il ripristino del servizio a Santa Teresa, frazione di Spoltore. Black out di dimensioni decisamente minori del disastroso 28 Settembre 2003, quando un effetto domino partito in terra svizzera colpì tutta Italia , un incubo fu lo scenario di quel giorno; più romanticamente ammaliante la “Fiamma volante gran meteora veduta la sera del 31 Marzo 1676” raccontata da Germiniano Montanari.

Tornando all’evento meno impattante di pochi giorni fa; il bolide ha spento molte luci sulla costa abruzzese, ma ha acceso i desideri dei testimoni stupiti, e toccato l’interesse degli esperti del settore. 

Che non si parli di mancanza di stelle…