di Pierpaolo Di Carlo
Proviamo a rispondere a questa domanda: quello fatto dall’Inter quest’anno è stato un percorso all’insegna del dominio? Se ci affidiamo ai numeri, tanto cari a chi cerca certezze matematiche, la risposta non può che essere sì. Diciannove punti di distacco dalla seconda in classifica rappresentano in modo inequivocabile la forza soverchiante della squadra di Simone Inzaghi, capace di trasformare un campionato che alla vigilia sembrava equilibrato in una marcia trionfale.
Fa quasi sorridere ripensare alla pausa nazionali dello scorso ottobre, quando l’Inter aveva trascorso due settimane alle spalle dei cugini rossoneri. Quegli stessi rossoneri che, negli ultimi sei derby, hanno vissuto un incubo sportivo fatto di sconfitte pesanti, dominio territoriale avversario e una sensazione di impotenza crescente. Da quel momento in poi, però, i nerazzurri hanno cambiato passo in modo definitivo: sono stati pochissimi i momenti di reale difficoltà e, quando si sono presentati, la squadra li ha superati con una maturità che raramente si vede in Serie A.
Il merito va attribuito all’egregio lavoro tecnico di Simone Inzaghi, che ha conquistato il suo primo scudetto con una gestione lucida, moderna e coerente. L’Inter ha giocato con identità, continuità e una consapevolezza dei propri mezzi che ha reso irrilevanti le polemiche esterne. Le accuse di complotto, riassunte nella caricatura della “Marotta League”, sono state percepite nell’ambiente interista come semplici chiacchiere da bar, rumore di fondo buono solo per alimentare discussioni sterili. Per altri tifosi, invece, quelle parole hanno assunto toni quasi letterari, come se fossero un personale “J’accuse” contro un sistema percepito come ostile.
Eppure, basterebbe guardare i dati comparativi per comprendere quanto queste narrazioni siano inconsistenti. L’Inter ha dominato in ogni parametro: punti, gol fatti, gol subiti, differenza reti, continuità di rendimento, capacità di gestire i big match. Un distacco così ampio non nasce dal caso, né da presunti favori, ma da una superiorità strutturale evidente.
Quindi sì, quello dell’Inter è stato un dominio pieno, costruito sulla forza, sull’organizzazione e su una continuità tecnica che difficilmente verrà meno nella prossima stagione. A differenza delle sue avversarie, che dovranno affrontare rivoluzioni tecniche, cambi di guida o ricostruzioni profonde, i nerazzurri ripartiranno da una base solida, consapevole e già vincente.
Alla luce di tutto questo, è verosimile che fra dodici mesi ci ritroveremo ancora qui, a parlare delle stesse cose, degli stessi distacchi e della stessa Inter capace di imporre la propria legge sul campionato.