Lo SNALS Abruzzo sollecita inoltre un confronto strutturato sull’organizzazione della rete scolastica regionale e sulla distribuzione dei presìdi educativi
Cala ancora il numero degli studenti nelle scuole abruzzesi e cresce l’allarme sul futuro del sistema scolastico regionale. A lanciare l’allerta è il Segretario regionale dello SNALS Abruzzo, Carlo Frascari, alla luce dei dati relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027. “L’ultimo dato sulle iscrizioni è estremamente preoccupante: ci saranno oltre 3.800 alunni in meno rispetto all’anno precedente, un dato che peggiora ulteriormente la già significativa riduzione di 1.300 studenti registrata nel 2025/2026. Un’emorragia che prosegue ormai da un decennio”, dichiara Carlo Frascari. Secondo il rappresentante sindacale, il fenomeno della diminuzione degli iscritti interessa l’intero territorio nazionale, ma in Abruzzo assume proporzioni particolarmente rilevanti a causa della denatalità e del costante flusso migratorio verso altre regioni. “Il fenomeno riguarda tutto il Paese, ma l’Abruzzo soffre in modo particolare la denatalità e la migrazione in uscita verso altri territori. Serve una riflessione immediata sul futuro dell’offerta formativa nelle nostre province e sulle cause di questa progressiva desertificazione sociale”, prosegue Frascari.
Lo SNALS Abruzzo sollecita inoltre un confronto strutturato sull’organizzazione della rete scolastica regionale e sulla distribuzione dei presìdi educativi, soprattutto nelle aree più fragili del territorio. “È il momento di aprire un confronto serio sulla rete scolastica abruzzese. In questi anni troppe decisioni sono state condizionate da interessi localistici, senza una visione strategica di lungo periodo, soprattutto per le aree interne che rischiano l’abbandono”, sottolinea il segretario regionale. Infine, Carlo Frascari richiama il valore sociale della scuola come presidio essenziale per la tenuta delle comunità locali. “La scuola non rappresenta soltanto istruzione e crescita culturale, ma è un presidio fondamentale per mantenere vive le comunità medie e piccole, rendendole protagoniste del futuro della nostra terra”.
