Libera di Vivere”: al ‘De Cecco’ di Pescara il progetto contro i femminicidi ispirato a Saman Abbas

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Pescara, 6 ottobre 2025 – Un’aula gremita, un silenzio attento, una storia che scuote le coscienze. Si è svolta questa mattina all’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara la prima tappa del progetto “Libera di Vivere”, iniziativa promossa dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo e ispirata alla tragica vicenda di Saman Abbas, la giovane pakistana uccisa dalla sua famiglia per aver rivendicato il diritto di vivere liberamente.

Protagonista dell’incontro il giornalista Giammarco Menga, volto della trasmissione “Quarto Grado” e autore del libro omonimo, che ha raccontato agli studenti la genesi del progetto e il valore educativo della testimonianza. «Saman era una ragazza che voleva vivere come tutte le adolescenti occidentali – ha detto Menga – ma è stata privata della libertà, dell’istruzione, dell’amore. La scuola avrebbe potuto salvarla, se solo avesse avuto gli strumenti per riconoscere il pericolo».

L’incontro, moderato dalla dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il Procuratore aggiunto Annarita Mantini, il comandante provinciale dei Carabinieri Stefano Ranalletta, l’onorevole Guerino Testa, il presidente della Commissione Pari Opportunità Rosa Pestilli, rappresentanti dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale, delle forze dell’ordine, della Capitaneria di Porto, della Guardia di Finanza, dell’Aeronautica Militare, della Provincia di Pescara e del Comune di Montesilvano.

«La scuola non è solo luogo di apprendimento cognitivo – ha sottolineato la dirigente Di Pietro – ma spazio formativo in cui si educa al rispetto, all’inclusione, alla parità. Il libro di Menga ci invita a riflettere sul significato profondo della libertà e sull’importanza di riconoscere i segnali di pericolo».

Durante l’incontro, il docente e attore-regista Edoardo Oliva ha proposto una lettura scenica di alcuni estratti del libro, stimolando una riflessione partecipata tra gli studenti, presenti in aula e collegati da remoto.

Il progetto “Libera di Vivere” proseguirà con altre tappe in istituti scolastici abruzzesi, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della violenza di genere e del diritto all’autodeterminazione. Come ha ricordato il comandante Ranalletta, «nel 2024 sono state raccolte 80mila denunce da codice rosso: un segnale di maggiore consapevolezza, ma anche della necessità di interlocutori preparati e di una rete di protezione efficace».