L’IASRIC organizza un convegno su Gioacchino Volpe

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(ACRA) – Gioacchino Volpe, abruzzese di Paganica, è stato uno dei più grandi storici italiani del Novecento. Molti studi sono stati dedicati alla sua attività scientifica negli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale. Minore attenzione è stata dedicata ai suoi contributi nel periodo successivo. L’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea (IASRIC) ha inteso colmare questa lacuna organizzando il convegno di studi nazionale “Gioacchino Volpe nell’Italia contemporanea”, che si terrà all’Aquila, il 14/15 dicembre 2023, nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale dell’Abruzzo. Con il patrocinio della Presidenza della Regione, della Presidenza del Consiglio Regionale, del Comune dell’Aquila, dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea, dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, il convegno si articolerà in due sessioni. La prima sessione – 14 dicembre – con la presidenza di Guido Melis (Sapienza Università di Roma), prevede le relazioni Italia moderna di Giovanni Belardelli (Università di Perugia), Volpe e i suoi allievi nell’Italia del dopoguerra di Margherita Angelini (Università di Padova), Rosario Romeo “allievo” di Volpe di Guido Pescosolido (Sapienza Università di Roma), La rinascita degli studi su Volpe di Mirco Carrattieri (Liberation Route Italia), Il medioevo di Volpe nel dopoguerra di Lorenzo Grilli.  La seconda sessione – 15 dicembre – con la presidenza di Gianni Scipione Rossi (Iasric), prevede le relazioni Gioacchino Volpe tra storia e memoria di Francesco Perfetti (Giunta Storica Nazionale), Volpe nella pubblicistica di destra del dopoguerra di Giuseppe Parlato (Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea), Volpe collaboratore de “Il Tempo” di Marco Trotta (Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara), Gabriele d’Annunzio visto da Gioacchino Volpe di Federico Poggianti (Università telematica Pegaso). Al suo forte legame con l’Abruzzo, nel dopoguerra, Volpe dedicò alcuni articoli pubblicati sul quotidiano “Il Tempo”, poi raccolti in Ritorno al paese. Paganica, pubblicato dalle edizioni del figlio Giovanni. A questo aspetto della sua vita, nel pomeriggio del 15 dicembre, sarà dedicato un incontro coordinato da Giuseppe Lalli, con letture di Fabrizio Pompei. Il convegno è stato organizzato dal comitato scientifico e organizzativo composto da Giovanni Belardelli, Enzo Fimiani, Sara Follacchio, Maria Teresa Giusti, Guido Melis, Giuseppe Parlato e Gianni Scipione Rossi, con la partecipazione del presidente Iasric Carlo Fonzi. Gioacchino Volpe (Paganica 1876 – Sant’Arcangelo di Romagna 1971), insegnò dal 1905  laureato nella Scuola Normale di Pisa, dal 1906 fu professore di storia moderna nell’Accademia scientifico-letteraria di Milano. Prese parte come ufficiale alla prima guerra mondiale e fu decorato con una medaglia d’argento al valore militare. Dal 1924 al 1940 fu professore di storia moderna nell’Università di Roma. Di formazione liberale e nazionalista, fu eletto deputato nel 1924 nel listone fascista. Durante il regime si adoperò per la liberazione dal confino e la concessione del passaporto al suo allievo Nello Rosselli e ad alcuni amici dei Rosselli, tra cui Piero Calamandrei.  Ha diretto fino al 1943 la Scuola di storia moderna e contemporanea e fu direttore della sezione storia medievale e moderna dell’Enciclopedia Italiana dal 1925 al 1937. È stato segretario generale dell’Accademia d’Italia dal 1929 al 1934 e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei dal 1935 al 1946. Monarchico, dopo l’8 settembre 1943 non aderì alla Rsi. Alla fine della seconda guerra mondiale, epurato, fu allontanato dall’insegnamento e si dedicò completamente agli studi, pubblicando numerosi volumi, e in particolare L’Italia moderna, in 3 tomi, tra il 1949 e il 1952. (com/red)