Il Milan come il Delfino Pescara: Pioli is on fire

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di Davide Pitocco

Nelle prime ore di questo freddo ed insolito pomeriggio di aprile si è svolta la conferenza stampa di Stefano Pioli, allenatore del Milan, prima di quel derby di Milano, che potrebbe matematicamente consegnare lo scudetto alla compagine nerazzurra.

Dalle sue parole emerge un senso di solitudine e di abbandono che certamente il mister non merita in virtù di tutto quello che ha fatto ed ottenuto con i colori rossoneri. Scorrendo le pagine social di molti cosiddetti intenditori di pallone, si leggono espressioni ironiche e non solo quali il Guardiola di Parma, l’asino, il non allenatore, non ha un gioco, che sinceramente non hanno un fondamento, ma sembrano solo offese gratuite di chi del gioco del calcio non capisce molto.

Soltanto ad analizzare i numeri di questa stagione non ci sembra di essere davanti ad disastro, come vogliono far credere tanti giornalai e pseudo giornalisti: secondo posto, dietro all’Inter, che rischia di raggiungere l’obiettivo dei 100 punti, sei punti di vantaggio sulla terza a poche giornate dal termine del campionato, quindi posto in Champions League abbondantemente al sicuro, più o meno gli stessi punti dell’anno dello scudetto; semifinale di Champions e relative qualificazioni, dopo anni di anonimato, valorizzazione del parco giocatori ed in particolari di alcuni, che forse in altre situazioni, non sarebbero stati valutati nemmeno un quarto del valore di adesso.

Cosa si ricorda invece? Del 5 a 0 subito contro l’Atalanta del primo mese che è arrivato sulla panchina del Milan, dei cinque derby persi di fila, dell’uscita dalla Coppa Italia ( traguardo che non è mai interessato a nessuno, la Juventus addirittura ha esonerato Pirlo per aver vinto solo la Coppa Italia, solo gli interisti esultano per questo trofeo, come se fosse chissà quale ambito traguardo), fuori da un girone di Champions, che possiamo definire non di ferro, ma di platino, visto il responso che la storia ci ha restituito.

Quindi per concludere i tifosi dovrebbero fare i tifosi e stare vicino alla squadra, sostenerla e tutt’al più a fine campionato muovere critiche che comunque sono immotivate. Mai come in questo momento l’ambiente rossonero dovrebbe remare unito per giungere al traguardo insieme, con una dimostrazione di forza da grande squadra e da grandi supporter. Forse anche la Curva Nord del Pescara in questo finale di stagione, dovrebbe narcotizzare la polemica contro la dirigenza e supportare la squadra verso il traguardo dei playoff e sperare che uniti si getti il cuore oltre la siepe e magari festeggiare tutti insieme a giugno. Nella giornata odierna si è assistito allo spettacolo di una curva nord vuota per tutto il primo tempo della delicata sfida contro l’acerrima Ancona. In questo particolare momento storico, troppi non tifosi per far crescere le proprie visualizzazioni non fanno i tifosi, ma i procacciatori di like e questo per il mondo del calcio e forse della tifoseria in generale non sembra proprio essere un gran bene. Per citare il grande Umberto Eco: Internet? Ha dato diritto di parola agli imbecilli: prima parlavano solo al bar e subito venivano messi a tacere. E qui tacciamo anche noi, perché è venuto il momento di tifare per il Pescara e per il Milan, indipendentemente da chi siede in panchina o dietro la scrivania presidenziale.