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    Nuova Pescara: la Trulli fa disinformazione e non parla dei 105 milioni di euro stanziati dallo Stato per la fusione delle tre città

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    Marco Camplone, il presidente dell’Associazione Nuova Pescara

    L’associazione Nuova Pescara, in campo oramai da 5 anni per la fusione di Pescara, Spoltore e Montesilvano, come da esito referendario del 2014 e da Legge regionale del 2018, rimette in riga la sindaca di Spoltore Chiara Trulli, pasionaria del rinvio, e rimarca il finanziamento statale per il 2023. Parliamo di 5 milioni di euro finalizzati ai lavori necessari per il rispetto della scadenza di Legge, ai quali si aggiungono 10 milioni l’anno per un decennio. Insomma, ci sono 105 milioni per lanciare Nuova Pescara, che rischiano di essere persi a causa delle stramberie di un gruppo di politici. “Siamo in piena campagna elettorale e, come sempre in questi casi, gran parte della classe politica porta a livelli eccelsi la propria attitudine alla disinformazione”, si legge in una nota dell’Associazione guidata dal presidente Marco Camplone. “Come tale prendiamo le uscite di Chiara Trulli, prima cittadina di Spoltore, che un giorno si e uno no rimarca la necessità, tutta della scuderia alla quale appartiene, di non procedere alla fusione con Montesilvano e Pescara nei tempi previsti dalla Legge regionale. La disinformazione sta nell’omettere il finanziamento statale di 5 milioni di euro per il 2023, finalizzato a recuperare il tempo perso, e sottolineiamo perso, nel percorso della nascita di Nuova Pescara. Cinque milioni stanziati grazie alle pressanti istanze dell’Associazione Nuova Pescara, raccolte e finalizzate da D’Alfonso, Costantini, Di Nicola e Croce, ai quali va il merito di aver fatto un lavoro encomiabile per il bene della nascente città e della comunità. In tutto, lo Stato ha messo a disposizione 105 milioni di euro in un decennio per la nascente città, che rischiano di essere persi a causa di una classe politica non all’altezza della situazione. Il lavoro per giungere al maxi finanziamento non è stato fatto dalla sindaca di Spoltore e neppure dal suo predecessore. A proposito, dalla Trulli ci saremmo aspettati che avesse la personalità per emanciparsi dall’ex sindaco Di Lorito. Speranza vana. È pura disinformazione parlare di fusione a freddo. Facciamo due conti. Il referendum è del 2014, la Legge del 2018 e la scadenza è primo gennaio 2023, con la possibilità già prevista di posticipare di un anno. Quindi, 10 anni in tutto per unire burocraticamente tre città già unite nei fatti. Per la Brexit, che ci pare un filino più complessa di Nuova Pescara, è bastato meno di un anno. La realtà, triste quanto questa campagna elettorale, è che chi ha perso il referendum nel 2014 da allora ha fatto solo ostracismo e ora fa melina con la recondita speranza di annullare l’esito delle urne. Noi diciamo no a questa barbarie. Rispettare la Legge significa rispettare i cittadini, la legalità e la democrazia. Nuova Pescara abbatte i confini, inibisce i potentati e spalanca le porte al futuro. Il problema, forse, sta tutto in questa parola: futuro. Qualcuno preferisce il passato dal quale, viene da pensare, abbia ottenuto indifendibili privilegi”.

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