Nel giorno del silenzio Rai ruggisce Tim Merlier, Tadej Pogacar rimane in rosa

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di Davide Pitocco

Oggi ci sarà la prima volata di questo Giro 2024, da Novara a Fossano per un totale di 166 chilometri. Alla partenza abbiamo incontrato di nuovo il nostro addetto ai lavori, Mario. Non possiamo non chiedere la sua opinione sulla tappa odierna: “Sono previste tre salita, ma nulla di impegnativo per i nostri eroi, Lu (al km 53.8 -, 4ª categoria di 4,3 km al 3,2%). Cherasco (Al km 143.1, 800 metri all’8%). – Stura di Demonte (Al km 161.5, 1.5 km al 5.3%) e poi tutta strada pianeggiante fino al traguardo. Oggi nel giorno del silenzio Rai, vediamo chi farà sentire il suo ruggito, io mi auguro Milan. Lo conosco, bravo ragazzo, uno che di strada ne farà. Ieri, nel giorno di Pogacar, mi è troppo dispiaciuto per Tiberi. Ci credevo, ma confido ancora in quel ragazzo e sono sicuro che si riprenderà. Il momento più brutto della corsa sarà ai meno cinque. C’è uno strappa di circa 1600 metri al 5%. Bisognerà vedere quale degli sprinter avrà ancora compagni per ricucire su eventuali attacchi.”

Intanto Ballerini se va da solo in fuga sul gruppo. Al massimo riesce a guadagnare un minuto e poi rallenta si fa riassorbire nella pancia del plotone.

Mario è anche la memoria storica di questo meraviglioso carosello rosa e non tardiamo a farci raccontare qualche aneddoto interessante.

“Il 6 maggio è la data della prima tappa del Giro 1933. In quell’occasione si partiva da Milano fino a Torino. In quell’occasione ci sono state tante prime volte: la prima cronometro, la prima volta della classifica del Gran Premio della Montagna, la prima volta dei carri pubblicitari. A vincere quel giorno è stato Alfredo Bovet, detto la Locomotiva umana. Un record ineguagliato lui ce l’ha. Ha vinto per tre anni di fila la tappa di apertura della corsa rosa.”

Intanto le parole del nostro Mario sono state in parte profetiche perché Milan si aggiudica il traguardo volante di Masio.

“ Che vi avevo detto? Io di ciclismo me ne intendo. Sono anni che sono addetto ai lavori della corsa più bella d’Italia, che dico del Mondo.”

Prima che finisca il Giro, dovrà spiegarci bene cosa significa essere addetto ai lavori, quali sono le sue mansioni, ma per ora godiamoci questa tappa assieme.

Intanto mentre un gruppo di fuggitivi, tra cui Fiorelli guadagna 1’42’’ il nostro non può fare a meno di esprimere il suo parere.

“ Non andranno da nessuna parte. Prima o poi li vanno a riprendere. Oggi la squadra della maglia rosa si riposa. Sono altri quelli che devono lavorare per il successo di tappa. Mi auguro che non ci sia l’indolenza virale dello scorso anno. Sembrava che tutti volessero stare alla finestra… a guardare cosa poi?”

Facciamo notare a Mario che Milan è entrato nella fuga. “Evidentemente se la sente. Avrà avuto i suoi motivi per essere lì. Diamo fiducia. Magari adesso li stacca tutti e vince in solitaria. Non dimenticatevi che lui viene dalla pista. Dietro le squadre dei velocisti si stanno dando cambi regolari e la fuga sta già perdendo secondo importati. Hanno rosicchiato 20’’. Mi faccio una domanda… da casa a vedere le immagini senza commento, cosa ci capisci? Qui credo che si arrivi a confondere anche il vincitore. Arriveranno forse tutti insieme. Oggi è una corsa dove risuona lo sferragliare delle catene, la musica del palco, le urla dei tifosi che volano nelle case come frecce infuocate. Oggi bisogna saper leggere i numeri e le scritte che passano in sovraimpressione.”

In una tappa, che possiamo definire interlocutoria, si segnala il gran lavoro di Milesi che riporta il gruppo maglia rosa a circa 30’’ dai fuggitivi, lasciandoli lì a bagnomaria a cuocere nel loro stesso brodo. All’intermedio di Cherasco sprinta su tutti Swift, ma Pogacar si aggiudica la seconda posizione e guadagna 2’’ in classifica generale.  Sempre il nostro Mario vuole dire la sua sulla volata finale:

“Il gruppo già ai meno 14 era compatto. Il finale ondulato poteva dar fastidio alle ruote veloci, ma erano talmente lanciati che nemmeno se ne sono accorti. Filavano a 79 km all’ora, sembrava di stare a guardare la motoGP. Alla fine in volata il graffio vincente è stato quello di Merlier che per pochi centimetri ha beffato Milan”.

Pogacar rimane in rosa.