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    L’associazione Nuova Pescara: “Il centrodestra in Regione dopo l’emendamento potrebbe puntare a un progetto di legge per bloccare la fusione”

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    Ecco, nei file di coda, in esclusiva tutte le modifiche alla Legge regionale.

    La fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore in un unico comune è arrivata al momento clou. La redazione ha intervistato Marco Camplone, il presidente dell’Associazione Nuova Pescara che, come riportato su una nota emessa sabato mattina, nasce dalle ceneri del referendum per accompagnare la crescita della nuova città.

    Presidente, un comunicato duro, il vostro, che è un atto d’accusa e prende lo spunto da un emendamento della Regione alla Legge del 2018, di cui siamo in possesso e che pubblichiamo.

    Gira da settimane e mi stupisce che il presidente del Consiglio regionale Sospiri possa negarlo. Bene ha fatto il consigliere di opposizione Blasioli a denunciare il fatto che possa essere portato in aula martedì. Siamo a ridosso delle ferie di Agosto: come non pensare a una furbata? Ribadiamo senza se e senza ma che non c’è alcun motivo concreto per differire la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore al 2027. La Legge regionale del 2018 prevede già la possibilità di spostare la data all’inizio del 2024 dal primo gennaio 2022. Peraltro, causa Covid, la scadenza del 2022 è stata spostata al 2023. Andare oltre sarebbe un’offesa ai cittadini, uno sfregio all’esito referendario e un insulto alla Legge. Per la Brexit ci sono voluti, ad occhio e croce, otto mesi, per fare Nuova Pescara non si possono chiedere 13 anni“.

    In Regione, lo schieramento di chi fa ostracismo alla Nuova Pescara è nella maggioranza.

    La Lega, forte dei voti ottenuti alle ultime elezioni, tiene per il collo Fdi e Fi. Siamo fortemente delusi da tanti, soprattutto dai pescaresi Sospiri e Testa, che una volta passati al governo regionale non hanno fatto nulla. Anzi, stanno brigando per posticipare la fusione al 2027, ma potremmo anche sospettare per farla saltare del tutto“.

    Ne avete anche per il governatore Marsilio e per altri della maggioranza.

    Non siamo tra quelli che subito hanno considerato Marsilio un paracadutato da Roma intento solo a seguire le linee guida nazionali della Meloni e di Fratelli d’Italia. Lo vorremmo considerare il primo cittadino della Nuova Pescara, causa che lui stesso ha sostenuto di condividere in un incontro elettorale in Confindustria Chieti Pescara. La realtà è che si è defilato appena eletto. Non ha mai accettato di incontrarci né ha mail risposto alle nostre missive. Forse Giorgia Meloni gli ha detto di fare così per non entrare in rotta di collisione con la Lega. L’assessore Verì ha i suoi impegni con la Sanità, ma non ci ha messo una nota. D’Incecco? Ci sembra preso solo dalla polemiche tutte pescaresi sui concerti e sulle buche nelle strade. Pochino per lo stipendio che prende dalla Regione. Guerino Testa, infine, ha un atteggiamento da “vorrei ma non posso”. In linea generale: Nuova Pescara non ha bisogno di gente impegnata solo a portare a spazzo la cravatta. Servono politici capaci di rispettare gli elettori e con il coraggio di progettare il futuro“.

    Chi vuole spostare al 2027 ha avvicinato la sua associazione?

    Le forze di maggioranza in Regione non possono negare che stiano per procedere con un colpo di mano perché io sono stato a colloquio, informalmente , con due emissari, uno impegnato politicamente a Pescara e un altro in Regione, per collaborare all’eventuale miglioramento dell’emendamento che porta la Nuova Pescara al 2027. Ho risposto a entrambi che non avremmo fornito alcuna collaborazione perché non saremo mai complici di malefatte politiche. Il cronoprogramma è quello della Legge regionale votata all’unanimità nel 2018. Per quanto riguarda la messa in comune dei servizi, siamo di fronte a un mero tentativo di ingarbugliare la matassa perché l’argomento viene usato per giustificare un ritardo, mentre è una conseguenza positiva della fusione. La nostra associazione è nata per ottenere la Legge e la nuova città e non rinnegherà per alcun motivo questa missione. A noi non interessa che Ottavio De Martinis in un solo colpo smetterà di essere sindaco di Montesilvano e presidente della Provincia, né che Chiara Trulli dovrà fare mezzo mandato da sindaco di Spoltore: lo sapeva quando si è candidata e ora non può pensare solo agli interessi personali“.

    Adesso ci sono anche i soldi: lo Stato ha messo a disposizione 105 milioni di euro.

    Un nostro cavallo di battaglia. Abbiamo sempre sostenuto che l’Abruzzo dovesse andare a Roma e bussare a soldi perché le fusioni erano state tarate sui piccoli comuni mentre Nuova Pescara è un gigante. Il senatore D’Alfonso ha trasformato il nostro appello in un tesoro, grazie anche a Costantini, Croce e Di Nicola“.

    C’è il rischio che Nuova Pescara finisca nella bagarre elettorale? Abbiamo visto un convegno con Di Maio.

    Nella fattispecie sottolineo un contrasto stridente. Nuova Pescara adesso dovrebbe essere solo un atto di coerenza politica: una legge votata all’unanimità va semplicemente trasformata in realtà. E chi viene chiamato a Pescara per ribadire la necessità di un atto di coerenza? Il politico meno coerente d’Italia. Quello che doveva aprire il parlamento come una scatola di tonno e che ora, avendo capito che lì c’è il caviale, vuole continuare l’abbuffata. Il ragazzo che urlava “due mandati massimo” per ogni politico, e che poi ha coniato il mandato zero per arrivare a tre e, infine, ha lasciato i 5 Stelle per non privarsi dell’opportunità di restare al governo. D’Alfonso poteva risparmiarsi questa ospitata“.

    Avete chiesto in più occasioni la nomina di un commissario.

    Lo chiediamo ancora. Troppi politici hanno rinunciato ad essere protagonisti della fusione. Intervenga lo Stato. Le difficoltà tecniche che ora vengono denunciate dai tre comuni noi le abbiamo individuate subito, ma ogni nostra proposta di collaborazione, assolutamente gratuita, è stata cassata“.

    Se l’emendamento non verrà presentato, cosa crede che succederà?

    “Temo che Marsilio, Sospiri, Testa, D’Incecco e company ci ripoveranno con un Progetto di legge. Il tempo dirà”.

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