In morte del prof Giuseppe Profeta

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Arsitano di nascita, antropologo di fama mondiale

di Paolo De Carolis

Giuseppe (Peppino per gli amici) Profeta è stato il mio amato professore di Storia delle tradizioni popolari o, forse dovrei dire, sono stato il suo indegno allievo. Oggi ha chiuso per sempre i suoi occhietti vispi e vivaci, pochi mesi prima del compimento dei 100 anni di vita. Un bel viaggio, senza dubbio, condotto tra libri e studi, che lo hanno fatto apprezzare dal mondo scientifico per le sue ricerche sul folklore e la demologia. Peppino Profeta è un altro arsitano illustre, figlio di una terra generosa di pochi abitanti ma, certamente, di tanto ingegno. La vecchia “Bacucco”, all’inizio del secolo scorso si chiamava così, ha dato i natali, tanto per farsi un’idea, a gente come l’Arciprete Antonio Basilicati, autore del fantastico poemetto del Verbum caro, passando da Raffaele Ciafardone, docente di Storia della Filosofia, anche nelle Università abruzzesi, e autore di lavori eccellenti sull’Illuminismo, toccando il poeta e scrittore Igino Creati, animatore culturale, fondatore, tra l’altro, del Premio Penne⁩-Mosca, senza dimenticare Donatella Di Pierantonio, scrittrice di livello internazionale, vincitrice, anche del Premio Campiello, nel 2017 con il celeberrimo romanzo “L’Arminuta”. E solo per citarne qualcuno. Insomma, parlare di Arsita come una terra fertile di menti raffinate, non si fa errori. E Peppino Profeta è una di queste. Giuseppe Profeta è nato qui, il 30 aprile 1924, ha insegnato nelle Università della Calabria, dell’Aquila, di Chieti e di Teramo. È stato preside di Facoltà in vari atenei, componente di associazioni culturali italiane e straniere, ha partecipato con proprie relazioni a vari convegni scientifici nazionali e internazionali (Palermo, Parigi, Mosca Helsinki, Bukarest, ecc.). Per oltre un ventennio, è stato responsabile della sezione italiana della “Internationale Volkskundlike Bibliographie”, la bibliografia internazionale del folklore che si pubblica in Germania, ed ha scoperto e recuperato gli otto volumi manoscritti della “Bibliografia delle tradizioni popolari d’Italia ” di Giuseppe Pitré. Ha ideato e diretto la collana”Documenti e studi di vita tradizionale-popolare” della casa editrice Japadre (L’Aquila-Roma). È stato primo presidente della Casa di Dante in Abruzzo ed ha ricevuto il “Premio Paliotto d’oro” riservato ai cittadini illustri di Teramo. È stato socio ordinario della Deputazione abruzzese di storia patria dal 1962 e Deputato dal 1970. Tante le sue pubblicazioni, tra queste ne ricordo giusto tre:

• Canti nuziali nel folklore italiano, Firenze, Olschki, 1964;

• Lupari, incantatori di serpenti e santi guaritori, L’Aquila-Roma, Japadre, 1995;

• Bibliografia della cultura tradizionale del popolo abruzzese, Roma, Editrice dell’Ateneo, 1964, e L’Aquila, DASP- Colacchi, 2005.

Bella anche la sua esperienza con Lamberto De Carolis nello studio del matrimonio secondo gli antichi usi e costumi, databile intorno al 1969, senza trascurare una delle sue opere più apprezzate come “La logica del recipiente”.

Tra noi c’è stata sempre spontanea simpatia e sincero affetto. Per quanto mi riguarda nutrivo per lui rispetto e stima sconfinati. A lui devo molto, specie la capacità di condurre studi e ricerche sul campo applicando, sempre con rigore e serieta, il suo infallibile metodo di lavoro. Circa 40 anni fa mi ha spronato ad effettuare una monografia sulla vita tradizionale nella valle del Fino. Un lavoro corposo che abbiamo sistemato attraverso le interviste su audiocassette e trascritte in circa 300 pagine con la preziosa collaborazione di Sergio De Carolis che ha ordinato, con cura, tutti gli spartiti. Per mia desuetudine non l’ho mai pubblicato e, ogni volta che avevamo modo di sentirci, il prof. mi esortava a farlo. Forse, adesso, mi deciderò ad esaudire la sua volontà, con colpevole ritardo e non senza rimpianti. Ho speso male il mio tempo, lo so, spero solo di poterci mettere, in qualche modo, riparo. Penso, poi, agli strani giochi del destino. Peppino Profeta se n’è andato oggi, 114 giorni prima di festeggiare il suo secolo di vita, nella giornata in cui il Cristianesimo celebra l’Epifania, l’Apparizione in questo mondo che per lui tale non è stata ma, lunga, dolce, bella e proficua, . Buon viaggio prof, e grazie di tutto.

Ps: I funerali saranno celebrati, domani, lunedì 8 gennaio alle ore h. 10.00 nella Chiesa della Madonna della Cona a Teramo.