Vince Almeida, Thomas in rosa, ma è crisi per Roglic

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di Davide Pitocco

Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo, il Giro d’Italia 106 è ripartito con la
tappa numero 16 che apre l’ultima settimana, quella forse che sarà decisiva per
il prosieguo della corsa. La tappa di oggi è la prima sulle grandi salite italiane,
una frazione di oltre 200 km con cinque Gpm che potrebbero rivoluzionare la
classifica.
Per ora a -56 km dall’arrivo il gruppo maglia rosa viaggia compatto, con
Armirail che riesce a controllare, Pronskij e Scaroni, compagni dell’Astana
viaggiano in solitaria, i prossimi inseguitori si trovano a 2’20 ed il gruppo a
4’53. Paret-Peintre insidia la maglia rosa, in quanto fa parte della seconda fuga
ed in classifica ha un ritardo di circa 4’30 “.
Perde terreno la coppia Astana, che ai -54 ha soltanto 18″ sui primi inseguitori,
tra cui ci sono i due fratelli Paret-Peintre, Haig, Lastra e Ulissi. Alla fine però
finisce la fuga dei due Astana, Pronskiy e Scaroni.
La Jumbo visma scandisce il ritmo del gruppo maglia rosa. Subito dietro
Armirail con i compagni di team. Gli uomini in giallo e nero sembrano perfetti
direttori d’orchestra con il loro movimento ondulatorio sembrano voler intonare
un andante allegro, ma non troppo, almeno per ora.
Paret-peintre è maglia rosa virtuale che al netto degli abbuoni ha 8’’ di
vantaggio.
Oggi il francese negli ultimi 7 km può perdere la maglia rosa perché i big si
spera che abbiano voglia di scattare. Inoltre con questo margine i favoriti non
temono più di tanto la maglia rosa virtuale, altrimenti subito sarebbero andati a
recuperare sul pericoloso fuggitivo. La Jumbo si trova qui perché vuole vincere
il Giro e non tanto la singola tappa. Pavel Sivakov si ritira e dice addio al Giro.
Nel 1973 il primo passaggio sul Monte Bondone era avvenuto sullo sterrato. Al
termine della tappa 16 nel giro 2002 Cadel Evans fu il primo australiano a
vestire il rosa dopo l’arrivo a Corvara.
La discesa è terminata, molto tecnica, impegnativa e veloce, non per nulla
agevole. La Jumbo ha scelto di prendere in mano la corsa, evidentemente Roglic
vuole tentare di fare la tappa. Nella penultima salita il ritmo è stato moderato,
alla fine della discesa un cartello pittoresco: Faccio i canederli, chi mi sposa?
A 23 km dal traguardo il gruppo ha un ritardo di 4’3’’. Tutti attendono gli
attacchi sul Bondone. Per il momento Armirail ha gestito molto bene se stesso e
la squadra. Sta correndo in modo intelligente, pedalando agile, senza lunghi
rapporti, sfruttando il lavoro della Jumbo. Un ritmo regolare, anche se sostenuto

dimostra di poterlo sostenere. Chissà quale sarà la sua reazione quando
arriveranno gli scatti. Il gruppo corre in fila indiana. Ora sembra un lungo
serpentone ed il vantaggio dei battistrada è sceso a 3’06’’.
Mattia Bais viene riassorbito dal gruppo. Faceva parte dei fuggitivi. Il fratello di
Paret-peintre ha tirato molto, per i battistrada e alla fine si defila. Campione
italiano Zana prova a lasciarsi i compagni alle spalle. A questo punto il francese
in fuga ha solo accarezzato di poter indossare il simbolo del primato. Ben
Healy, sempre in fuga, oggi paga gli sforzi dei giorni scorsi.
La Jumbo intanto ha preso un bel ritmo e molti corridori iniziano a risentirne.
Sul Bondone hanno primeggiato il francese Boblè e Ivan Basso. Lastras della
Cofidis perde contatto dai migliori. Il trenino della Jumbo sta facendo male a
tanti. Almeida può vantare ancora diversi compagni di squadra.
Tutta la squadra di Roglic è stata messa alla frusta, ora si attende l’attacco del
loro capitano, altrimenti questa azione non avrebbe tanto senso. Sorprende fino
ad ora la tenuta di Armirail. Nella fuga iniziale anche Ulissi perde terreno.
La maglia rosa resta in gruppo, ma ha perso brillantezza e si ritrova sul fondo
del gruppo. Il ritmo della Jumbo è impressionante. Anche Charly Gaul vince sul
Bondone nel 1956 in mezzo ad una bufera di neve. Che carattere la maglia rosa!
La maglia rosa sembra avere superato un momento di crisi, anche se il tratto
duro dell’ascesa al Bondone deve ancora iniziare. Siamo ai -10 dal traguardo, 1′
il ritardo del gruppo maglia rosa rispetto ai battistrada. Davide Formolo termina
il suo compito si sfila e chiede quanto è distante la fuga, scarsi 40’’, sintomo che
i big vogliono la tappa. Diego Ulissi si è lasciato sfilare per aiutare Almeida, il
suo team in questo momento impone il ritmo. Fiammata dei Big che fa
esplodere il gruppo dei migliori. Roglic, Almeida e Thomas sono in testa.
Intanto maglia rosa virtuale è Thomas. Armirail è rimasto solo e Damiano
Caruso paga 26’ di ritardo sui favoriti. Roglic pedala agile, mentre il capitano
della Ineos ha una pedalata più dura e lunga.
Il campione italiano Zana ha tirato fino a quando ne ha potuto ed ora lascia il
posto ad Almeida. Lentamente Filippo si lascia assorbire dal gruppo di Caruso.
Se dovessero arrivare così a Roglic basterebbero anche gli abbuoni. Mancano 6
km, ora si attende l’attacco dello sloveno.
La maglia rosa soffre, ma tenta di onorarla fino alla fine, pedala agile,
aiutandosi con le spalle, proseguendo con il suo passo. Purtroppo per lui la
sentenza oggi sarà impietosa. Almeida scatta e fa il vuoto. Si volta e controlla
gli avversari. Il corridore portoghese è come un cagnaccio, sembra sempre sul
punto di cedere ed invece è pronto a mordere e a ringhiare contro gli avversari.

Incredibile! Thomas con la sua potenza ed esperienza lo riprende. Roglic non
risponde all’attacco. Il duo di testa se ne va. Il capitano della Jumbo ha la testa
incassata sulle spalle e i gomiti larghi sul manubrio. Sta faticando. Cerca di
rimanere a ruota di un compagno. Questo cedimento è stato inaspettato.
Almeida e Thomas proseguono l’ascesa e fanno registrare quasi 40’’ di
vantaggio.
Gli ultimi due chilometri sono più leggeri. Roglic può contare sull’aiuto di un
compagno. Taglia il traguardo in volata per primo Almeida. Si va a prendere
anche l’abbuono, ma la maglia rosa è di Thomas. Roglic in affanno contiene i
danni e prende solo 25’’ di ritardo. In classifica Thomas guida con 18″ su
Almeida, 29″ su Roglic e 4° Caruso a 2’50”.
Baldato, il team manager del UEA ha dichiarato all’arrivo: Almeida ci aveva
detto di stare bene e noi crediamo in lui. Siamo contenti per il successo di tappa.
Per la maglia rosa i giochi sono ancora apertissimi.